L’economia circolare nell’edilizia rappresenta una svolta nel modo di costruire: ridurre sprechi, valorizzare risorse e allungare il ciclo di vita dei materiali. In questo modello, ogni materia prima viene utilizzata con intelligenza, puntando al riuso anziché allo smaltimento.
In un contesto in cui la scarsità di risorse naturali e l’aumento dei costi richiedono nuove soluzioni, il settore edile ha l’opportunità – e la responsabilità – di reinventarsi.
Applicare i principi dell’economia circolare in edilizia significa pianificare ogni fase dell’intervento – dalla selezione della materia prima fino al fine vita del fabbricato – con l’obiettivo di ridurre sprechi e massimizzare il valore dei materiali impiegati.
Ogni elemento inserito in un edificio ha un suo ciclo di vita, e proprio per questo deve essere scelto con attenzione: può essere progettato per essere riutilizzato, recuperato o trasformato. Questo approccio si contrappone alla logica “usa e getta”, ancora troppo diffusa nel settore delle costruzioni.
Un progetto “circolare” prevede, ad esempio, l’uso di strutture a secco (come telai metallici imbullonati o moduli prefabbricati in legno), che possono essere facilmente smontati, modificati o spostati. Questo consente che le componenti possano essere riassemblate altrove o riutilizzate in altri progetti, anziché trasformarsi in rifiuti.
Ad esempio, immaginiamo un edificio scolastico progettato con moduli prefabbricati in legno lamellare, coibentati con isolanti naturali (come fibra di canapa o cellulosa) e rivestiti con pannelli in fibre riciclate. La struttura portante, composta da elementi in acciaio imbullonati, è progettata per essere riutilizzata completamente.
Dopo 25 anni, quando la scuola verrà spostata o riconvertita, l’intero edificio può essere smontato senza generare macerie. I moduli potranno essere riposizionati in un altro luogo, o i materiali possono essere recuperati e reintrodotti nel mercato edilizio, riducendo il consumo di materia prima vergine.
Nel cuore dell’economia circolare applicata all’edilizia c’è una decisione fondamentale: quali materiali utilizzare. La scelta dei materiali edili incide direttamente su tutta la filiera, dal consumo di risorse naturali agli impatti ambientali, fino alla possibilità che, al fine vita, quei componenti possano essere recuperati, trasformati o essere riutilizzati.
Tradizionalmente, la scelta dei materiali si è basata su requisiti tecnici (resistenza, isolamento, durabilità). Oggi, in un’ottica circolare in edilizia, bisogna ampliare la visione e includere altri criteri:
Nel settore delle costruzioni, materiali storicamente utilizzati possono evolvere in senso circolare. Ecco alcuni esempi concreti:
Un aspetto spesso trascurato è l’imballaggio e il trasporto dei materiali. In un progetto circolare, anche questi devono essere ottimizzati:
Un materiale che può essere recuperato o smaltito facilmente genera valore anche alla fine del progetto. Al contrario, un materiale composito non separabile, incollato o contaminato da sostanze nocive rischia di diventare un rifiuto costoso da trattare.
Scegliere con intelligenza significa quindi:
Costruire in ottica circolare: edifici che durano nel tempo
Costruire secondo i principi dell’economia circolare non significa solo scegliere materiali riciclati o sostenibili: significa concepire l’edificio come un sistema dinamico, capace di evolvere nel tempo, adattarsi, e infine essere smontato o riutilizzato a fine vita, senza trasformarsi in rifiuto.
Questo approccio impone un cambiamento profondo nel modo di progettare e costruire. Ogni componente, ogni strato, ogni tecnologia deve essere pensata considerando il suo ciclo di vita completo.

Nel settore delle costruzioni, si sta affermando l’idea dell’edificio come riserva tecnica: un “contenitore” di materiali edili che, al termine della loro funzione originaria, possono essere smontati, recuperati e riutilizzati in nuovi progetti.
Questo presuppone che l’edificio sia:
Un edificio così concepito può essere considerato non solo un bene immobiliare, ma anche un deposito di valore materiale e ambientale.
Nel modello circolare, la durata utile dell’edificio non è più rigida, ma si adatta alle esigenze nel tempo. Ad esempio:
Tutto ciò è possibile se l’edificio è progettato in ottica circolare in edilizia: con sistemi costruttivi a secco, giunti smontabili, materiali componibili e facilmente aggiornabili.
Prendiamo come esempio, un complesso residenziale costruito con telai in acciaio imbullonati, pareti interne mobili, e facciate ventilate prefabbricate. Ogni appartamento è modulare, e i servizi (bagni, cucine, impianti) sono concentrati in nuclei tecnici facilmente sostituibili.
Dopo 30 anni, gli alloggi possono essere riconfigurati in uffici o laboratori, senza demolire. Gli elementi edilizi sono ancora validi: possono essere riutilizzati o smontati e ricollocati.
I vantaggi?
Per costruire edifici che durano nel tempo serve una visione condivisa tra:
Tutti devono lavorare per rendere il costruito flessibile, tracciabile e “rigenerabile” in futuro. Solo così il settore edile può diventare un volano di innovazione e sostenibilità.
Lo studio dell’ing. Carmelo Dellisanti si distingue per l’integrazione di soluzioni innovative e sostenibili fin dalla fase progettuale. L’attenzione alla selezione dei materiali edili, la cura nella pianificazione delle fasi costruttive e l’adozione di tecnologie a basso impatto sono parte integrante della filosofia operativa.
Ogni intervento è concepito con un duplice obiettivo: rispondere in modo efficiente alle esigenze funzionali ed estetiche del committente, e allo stesso tempo valorizzare il punto di vista ambientale ed etico della costruzione. La sostenibilità, in questo contesto, non è un’opzione, ma una vera e propria missione.
L’evoluzione del settore edile verso modelli più sostenibili è in atto, ma richiede un impegno concreto da parte di progettisti, imprese e committenti. Adottare i principi dell’economia circolare significa costruire in modo intelligente, preservando risorse, riducendo gli sprechi e generando edifici che abbiano un impatto positivo sul lungo termine.
Progettare con lungimiranza non è solo una sfida tecnica: è una scelta di valore. E chi lavora ogni giorno per rendere il costruito più responsabile, sta tracciando la strada verso un futuro in cui l’edilizia sarà, finalmente, parte della soluzione.