Valutazione di impatto ambientale (VIA): quando è richiesta e come si svolge 

valutazione di impatto ambientale ing. carmelo dellisanti - taranto

Stai per realizzare un impianto, un’infrastruttura o un intervento edilizio di grandi dimensioni e ti hanno detto che prima di procedere dovrai affrontare una valutazione di impatto ambientale (VIA)?

In questa guida ti spieghiamo, in modo chiaro, cos’è la valutazione di impatto ambientale VIA, quando è obbligatoria, come si svolge e cosa devi aspettarti.

 

Cos’è la valutazione di impatto ambientale?

La valutazione di impatto ambientale è, nella sostanza, una verifica preventiva: prima che un’opera venga costruita, le autorità vogliono capire quali effetti avrà sull’ambiente circostante. Si analizzano le conseguenze sulla qualità dell’aria e dell’acqua, sul territorio, sulla salute, sul paesaggio, sui beni materiali e sul patrimonio culturale della zona.

L’obiettivo non è bloccare i progetti, ma fare in modo che vengano realizzati in modo consapevole, riducendo al minimo gli impatti ambientali significativi e negativi che possono avere ripercussioni sulle comunità e sull’ecosistema locale.

La procedura vale sia per i soggetti privati che per quelli pubblici: un’azienda che vuole costruire un impianto industriale, un ente locale che deve realizzare un’infrastruttura stradale, un operatore energetico che intende installare un parco fotovoltaico di grandi dimensioni. In tutti questi casi, se il progetto supera certe soglie, il procedimento di VIA è obbligatorio.

 

Il tuo progetto ha bisogno della VIA? Dipende dal tipo di opera

Non tutti i progetti devono passare per una procedura di VIA completa. La legge — il D.Lgs. 152/2006, il cosiddetto Codice dell’Ambiente — distingue diverse categorie.

  • Livello Statale: Per le opere più grandi e impattanti (autostrade, grandi impianti energetici, porti, aeroporti, discariche per rifiuti pericolosi) la valutazione di impatto ambientale VIA è obbligatoria senza eccezioni, ed è gestita direttamente dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
  • Livello Regionale: Per una fascia più ampia di progetti — come impianti industriali di medie dimensioni, interventi sul territorio, opere idrauliche o impianti a fonti rinnovabili sotto certe soglie — la competenza spetta alle Regioni (o alle Province/Città Metropolitane da esse delegate). In questi casi, però, prima di avviare la procedura di valutazione completa, può essere necessario un passaggio preliminare: la verifica di assoggettabilità a VIA.

 

La verifica di assoggettabilità a VIA: il primo passo

La verifica di assoggettabilità a VIA, chiamata anche “screening”, è una fase in cui l’autorità competente decide se il tuo progetto ha bisogno della valutazione completa oppure no.

In pratica: presenti una documentazione sintetica del progetto (lo Studio Preliminare Ambientale), e l’autorità valuta se le caratteristiche dell’opera e del contesto in cui si inserisce possono avere effetti ambientali rilevanti.

  • Se la risposta è sì: si procede con la procedura di VIA vera e propria.
  • Se la risposta è no: puoi andare avanti con le altre autorizzazioni , spesso con il rispetto di specifiche prescrizioni ambientali “leggere”.

Questa fase può essere decisiva per risparmiare tempo e risorse. Presentare una documentazione ben costruita, che anticipi le possibili preoccupazioni dell’autorità, aumenta le probabilità di un esito favorevole e rapido.

 

Come funziona il procedimento di VIA, passo dopo passo

Se il tuo progetto è soggetto a valutazione di impatto ambientale, ecco cosa succede concretamente.

1. Lo Studio di Impatto Ambientale (SIA)

Il documento più importante di tutto il percorso è lo studio di impatto ambientale, redatto e fornito dal proponente, cioè da te, con il supporto di tecnici specializzati. Questo documento individua e descrive il progetto in ogni suo aspetto: cosa si vuole costruire, in quale contesto ambientale e territoriale, quali alternative tecniche e localizzative sono state considerate, e soprattutto quali effetti si prevedono sull’ambiente e sulla salute.

Non si tratta solo di un adempimento burocratico: uno studio di impatto ambientale ben fatto è la base su cui si regge l’intera procedura. Se è lacunoso o superficiale, l’autorità competente richiederà integrazioni, allungando i tempi anche di molti mesi.

 

2. La pubblicazione e la consultazione pubblica

Una volta depositato lo studio, inizia una fase di consultazione aperta. Chiunque (cittadini, associazioni, enti locali) può prendere visione degli elaborati sul portale web dell’autorità e presentare le proprie osservazioni. È una fase che serve a raccogliere tutti i punti di vista prima che l’autorità si pronunci.

 

3. L’istruttoria e il provvedimento finale

Dopo la consultazione pubblica, l’autorità competente svolge la propria istruttoria tecnica (avvalendosi spesso di una Commissione scientifica dedicata): esamina lo studio, le osservazioni ricevute, chiede eventuali approfondimenti e alla fine emette il provvedimento di VIA.

Il provvedimento di VIA può essere favorevole (via libera al progetto), favorevole con prescrizioni (il progetto si può fare, ma con specifici accorgimenti da rispettare sia in fase di cantiere che di esercizio) oppure negativo. Senza questo atto, il progetto non può essere approvato né realizzato.

 

Cosa viene valutato concretamente?

valutazione di impatto ambientale - via - studio di ingegneria carmelo dellisanti taranto

Durante il procedimento, l’autorità competente esamina una serie di componenti ambientali e sociali. Non solo la natura in senso stretto, ma tutto ciò che riguarda la vita di un territorio:

  • L’aria e la qualità atmosferica
  • Le acque superficiali e sotterranee (idrologia e idrogeologia)
  • Il suolo, il sottosuolo e la geologia
  • La flora, la fauna, la biodiversità e gli ecosistemi
  • Il rumore e le vibrazioni
  • La salute delle popolazioni che vivono nelle vicinanze (valutazione di impatto sulla salute – VIS, ove richiesta)
  • I beni materiali, il paesaggio e le attività economiche presenti nell’area
  • Il patrimonio culturale: siti storici, architettonici e archeologici che possono subire interferenze

Quanto tempo ci vuole?

È una delle prime domande che si pone chi si trova ad affrontare una procedura di VIA, e la risposta è: dipende. La normativa stabilisce dei termini perentori teorici: ad esempio, 90 giorni per la verifica di assoggettabilità (screening) e un tempo che varia dai 5 agli 8 mesi per il procedimento di VIA ordinario  ma nella pratica i tempi reali possono dilatarsi.

La causa principale sono le richieste di integrazioni alla documentazione: se lo studio di impatto ambientale non è completo o non risponde a tutte le domande dell’autorità, il procedimento viene sospeso in attesa dei supplementi tecnici. Per questo motivo, arrivare alla procedura con una documentazione già solida e ben strutturata fa una differenza enorme. Una buona preparazione iniziale è il modo più efficace per non perdere mesi preziosi.

 

VIA e altre autorizzazioni: la svolta del Provvedimento Unico

Un aspetto che spesso sorprende chi si trova ad affrontare un procedimento di valutazione di impatto per la prima volta è che il VIA non viaggia quasi mai da sola. 

Si affianca e si intreccia con altri percorsi: l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), l’Autorizzazione Unica per le rinnovabili, i permessi edilizi e urbanistici, o la Valutazione di Incidenza Ambientale (VInCA) per i siti protetti della rete Natura 2000.

Per evitare che il proponente debba fare decine di file in uffici diversi, la legge ha introdotto una fondamentale semplificazione: il PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale) per i progetti regionali, e il PUA (Provvedimento Unico Ambientale) per quelli statali. Con questi strumenti, la VIA e tutte le altre autorizzazioni ambientali ed edilizie necessarie vengono discusse e rilasciate insieme in un’unica grande Conferenza dei Servizi.

Capire come queste procedure si collegano tra loro, e come gestirle in parallelo senza perdere tempo, è una delle competenze più preziose che un tecnico esperto porta sul tavolo. Un errore di coordinamento tra procedimenti può essere sufficiente a bloccare un progetto per mesi, o anche anni.

 

Tre errori da evitare se devi affrontare una VIA

Chi si avvicina per la prima volta a questo procedimento tende a commettere alcuni errori ricorrenti. Conoscerli in anticipo può farti risparmiare tempo, denaro e qualche mal di testa.

  1. Sottovalutare i tempi fin dall’inizio. La VIA non è una formalità che si sbriga in poche settimane. Se il tuo progetto ha una scadenza finanziaria, una gara d’appalto o un accordo con terzi, devi mettere in conto le tempistiche burocratiche. Pianificare per tempo è essenziale.
  2. Affidarsi a chi non conosce il territorio. Le valutazioni ambientali si svolgono sempre in un contesto specifico. L’autorità competente locale ha i suoi orientamenti, le sue prassi e le sue sensibilità. Chi ha già lavorato con quegli uffici sa come muoversi, e questo si traduce in procedure più fluide.
  3. Presentare documentazione incompleta per “risparmiare” nella fase iniziale. È una tentazione comprensibile, ma quasi sempre controproducente. Uno studio di impatto ambientale approssimativo genera richieste di integrazioni che fermano l’orologio della procedura. Il costo di un’integrazione tardiva supera quasi sempre quello di uno studio fatto bene fin dall’inizio.

Il procedimento di VIA non è qualcosa che si improvvisa. Dalla redazione dello studio di impatto ambientale alla gestione dei rapporti con l’autorità competente, passando per la fase di consultazione pubblica e la gestione delle eventuali integrazioni, ogni passo richiede competenza tecnica, conoscenza normativa e capacità di dialogo con gli enti coinvolti.

Affidarsi a professionisti esperti significa avere qualcuno che conosce le prassi degli uffici, che sa come strutturare lo studio per rispondere in anticipo alle domande dell’autorità, e che ti accompagna anche nelle fasi successive all’ottenimento del provvedimento, quando scatta l’obbligo di monitorare nel tempo che l’opera non danneggi l’ambiente (i cosiddetti Piani di Monitoraggio Ambientale – PMA).

Lo Studio di Ingegneria Dellisanti affianca imprese, enti pubblici e privati in tutte le fasi delle valutazioni ambientali. Se stai per avviare un progetto che richiede una procedura di valutazione, contatta lo studio per un primo confronto: capire per tempo cosa ti aspetta è già il primo passo per affrontarlo nel modo giusto.