
La progettazione ingegneristica delle opere pubbliche sta attraversando una trasformazione profonda.
Oggi progettare una strada, un sistema di raccolta delle acque, un impianto energetico o un’infrastruttura urbana non significa più soltanto garantire funzionalità, sicurezza e rispetto delle norme. Significa valutare contemporaneamente gli effetti ambientali, economici, territoriali e sociali che l’opera produrrà durante l’intero ciclo di vita.
La sostenibilità, di conseguenza, non può essere considerata un elemento aggiuntivo da inserire al termine del progetto. Deve diventare parte integrante delle decisioni tecniche fin dalle prime fasi.
In questa prospettiva, la progettazione sostenibile delle opere pubbliche richiede una visione sistemica: infrastruttura, territorio, risorse naturali, mobilità, energia e comunità devono essere considerati come componenti interconnesse dello stesso sistema.
La progettazione ingegneristica sostenibile punta a sviluppare opere capaci di rispondere alle necessità attuali limitando il consumo di risorse e gli impatti sulle generazioni future.
Questo approccio interessa tutte le principali fasi di un intervento: analisi preliminare, valutazione delle alternative, progettazione tecnica, costruzione, gestione, manutenzione e possibile dismissione dell’opera.
Il processo di progettazione non può quindi concentrarsi esclusivamente sul costo iniziale dell’infrastruttura. Deve valutare anche durata, manutenzione, consumi, resilienza, disponibilità delle risorse e possibili trasformazioni future del territorio.
Per un’opera pubblica, inoltre, la sostenibilità assume una dimensione particolarmente ampia. Una strada, una rete idraulica o un impianto di trattamento delle acque può influenzare direttamente mobilità, sviluppo economico, qualità ambientale e sicurezza di un territorio per diversi decenni.
La qualità della progettazione dipende quindi anche dalla capacità di anticipare tali effetti.
Uno dei cambiamenti più importanti nella moderna progettazione riguarda il passaggio dalla logica della singola opera alla logica del sistema.
Un’infrastruttura stradale, per esempio, non è semplicemente una superficie destinata alla circolazione dei veicoli. Interagisce con il drenaggio delle acque meteoriche, con gli insediamenti urbani, con le attività produttive, con il paesaggio e con altre reti di trasporto.
Allo stesso modo, progettare un sistema di smaltimento delle acque significa considerare contemporaneamente caratteristiche idrologiche, urbanizzazione, capacità della rete esistente, qualità delle acque e possibili eventi meteorologici estremi.
È il principio dell’ingegneria di sistema: analizzare ogni intervento come parte di una struttura più complessa.
Un esempio interessante è rappresentato dalla Green Road sviluppata nel territorio di Crispiano. Il progetto nasce come itinerario attrezzato per la riqualificazione e rigenerazione urbana ed extraurbana, collegandosi al territorio delle masserie.
L’infrastruttura non viene quindi interpretata esclusivamente come collegamento fisico, ma come strumento capace di integrare mobilità lenta, valorizzazione territoriale e fruizione del paesaggio.
Le infrastrutture stradali costituiscono uno degli ambiti nei quali la progettazione ingegneristica può incidere maggiormente sulla sostenibilità di un territorio.
Le decisioni prese durante la progettazione possono influenzare consumo di suolo, gestione delle acque, sicurezza, tempi di percorrenza, emissioni e manutenzione dell’infrastruttura.
Per questo motivo è necessario analizzare con attenzione tracciati, materiali, opere idrauliche, intersezioni, sistemi di drenaggio e rapporti con la viabilità esistente.
Tra i progetti su cui ho lavorato rientra, ad esempio, quello relativo alla S.S. 7 ter “Itinerario Bradanico Salentino”, nel tratto compreso tra la S.S.V. Taranto-Grottaglie e Manduria. L’attività ha riguardato l’adeguamento del progetto definitivo e la progettazione esecutiva di un’infrastruttura stradale di particolare rilevanza territoriale.
Interventi di questo tipo mostrano come mobilità sostenibile e sicurezza stradale possano essere affrontate all’interno di una strategia progettuale unitaria.
La progettazione delle infrastrutture idrauliche rappresenta un altro elemento centrale nelle politiche di adattamento e sostenibilità.
La crescita delle superfici impermeabili, l’intensificazione degli eventi meteorologici e la necessità di proteggere la qualità delle acque rendono sempre più importante la progettazione di sistemi efficienti di raccolta, trattamento e riutilizzo.
Un esempio significativo riguarda il progetto per il riutilizzo dei reflui trattati dal nuovo depuratore consortile di Sava e Manduria e i relativi scarichi complementari.
Il principio alla base di interventi di questo tipo è particolarmente rilevante nell’ambito dell’economia circolare: l’acqua depurata non viene considerata esclusivamente come un refluo da smaltire, ma come una risorsa potenzialmente recuperabile.
La progettazione sostenibile può quindi contribuire a ridurre il prelievo di nuove risorse idriche e, contemporaneamente, limitare la pressione sugli ecosistemi.

La sostenibilità delle opere pubbliche passa inevitabilmente anche attraverso l’energia.
L’efficienza energetica riguarda edifici, illuminazione, impianti tecnologici e infrastrutture. Ridurre i consumi durante la vita utile di un’opera può produrre benefici economici e ambientali significativamente superiori a quelli ottenibili concentrandosi esclusivamente sulla fase di costruzione.
Un esempio è rappresentato dagli interventi di pubblica illuminazione a basso impatto ambientale progettati nei Comuni di Crispiano, Statte e Montemesola.
L’ammodernamento degli impianti di illuminazione costituisce infatti uno degli interventi attraverso cui le amministrazioni possono diminuire consumi energetici e costi di gestione mantenendo adeguati livelli di sicurezza e servizio.
Il tema energetico riguarda anche la produzione da fonti rinnovabili. L’ ingegneria energetica e l’ingegneria ambientale sono ormai strettamente connesse.
Un’opera sostenibile non è necessariamente quella che utilizza il materiale apparentemente più ecologico, ma quella capace di garantire il miglior equilibrio tra prestazioni, durata, manutenzione e impatto complessivo.
Questo significa considerare l’intero ciclo di vita dell’opera.
Nelle infrastrutture stradali, ad esempio, la scelta di materiali e tecniche costruttive influenza direttamente frequenza degli interventi manutentivi, consumo di materie prime, produzione di rifiuti e costi futuri.
Lo stesso principio vale per edifici pubblici, ponti, sistemi idraulici e impianti tecnologici.
La progettazione deve quindi cercare di ridurre gli interventi correttivi successivi attraverso una maggiore qualità delle decisioni iniziali.
La durabilità diventa così uno dei principali indicatori della sostenibilità tecnica.
La trasformazione digitale sta modificando anche il modo in cui vengono progettate, costruite e gestite le opere pubbliche.
L’utilizzo di un modello digitale consente di integrare informazioni geometriche, strutturali, impiantistiche, economiche e gestionali all’interno di un unico ambiente informativo.
Questo può migliorare il coordinamento tra progettisti, imprese, amministrazioni e altri soggetti coinvolti.
La digitalizzazione permette inoltre di individuare anticipatamente interferenze o criticità, riducendo modifiche in corso d’opera e sprechi di materiali.
Il valore del modello non termina necessariamente con la fase progettuale. Le informazioni possono essere utilizzate anche durante manutenzione e gestione dell’opera, trasformando progressivamente la progettazione da semplice produzione di elaborati a gestione strutturata dei dati.
Questo approccio diventa particolarmente importante nelle infrastrutture complesse, dove il numero delle componenti e degli operatori coinvolti rende fondamentale un efficace coordinamento delle informazioni.
Nell’ingegneria sostenibile l’innovazione non deve essere interpretata come ricerca della tecnologia più recente a ogni costo.
Lo sviluppo di nuovi prodotti, materiali o soluzioni costruttive può diventare realmente utile quando risponde a problemi concreti: maggiore durabilità, minore consumo di risorse, facilità di manutenzione, riduzione dei tempi di cantiere o miglioramento delle prestazioni.
La scelta tecnologica deve quindi essere sempre preceduta da una valutazione tecnica ed economica.
L’obiettivo non è rendere l’opera più complessa, ma trovare la soluzione più efficace rispetto alle condizioni specifiche del progetto.
Un’infrastruttura pubblica sostenibile deve, infatti, mantenere nel tempo un equilibrio tra innovazione, affidabilità e possibilità di manutenzione.
La sostenibilità di un’opera dipende anche da come viene realizzata.
Tempi, costi, organizzazione del cantiere e coordinamento delle attività incidono direttamente sull’efficienza complessiva dell’intervento.
Per questo motivo la progettazione deve dialogare con strumenti di project management e controllo.
Tra le esperienze più recenti prese in carico dal team di ingegneria di Carmelo Dellisanti rientrano attività di project Management, planner e cost control per alcuni interventi collegati ai XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, tra cui lo Stadio del Nuoto e la riqualificazione del complesso polifunzionale Amatori Ricciardi.
Si tratta di opere di dimensione significativa, nelle quali il controllo dell’avanzamento e delle risorse costituisce un elemento fondamentale per garantire il raggiungimento degli obiettivi progettuali.
La sostenibilità nell’ingegneria delle opere pubbliche non deriva da una singola tecnologia o da uno specifico materiale. È il risultato di un insieme di decisioni coordinate.
Una buona progettazione ingegneristica deve mettere in relazione funzionalità dell’opera, sicurezza, tutela ambientale, costi, manutenzione, efficienza energetica e trasformazioni future del territorio. La capacità di adottare una visione sistemica diventa, quindi, fondamentale.
Le infrastrutture costruite oggi continueranno infatti a influenzare territori e comunità per molti anni.
Progettare in modo sostenibile significa soprattutto riconoscere questa responsabilità e utilizzare gli strumenti dell’ingegneria per realizzare opere non soltanto efficienti nel presente, ma anche gestibili, resilienti e utili nel lungo periodo.
Autore: Ing. Carmelo Dellisanti