L’analisi del rischio sismico nei progetti strutturali rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la vita umana, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la protezione del patrimonio edilizio.
Questo processo si basa sull’identificazione del rischio della costruzione, considerando diversi fattori come la vulnerabilità sismica, la zona sismica e le caratteristiche dello stato di fatto dell’edificio.
Il rischio della costruzione in ambito sismico è definito dalla probabilità che un edificio subisca danni durante eventi sismici, tenendo conto della sua vulnerabilità degli edifici e della pericolosità della zona sismica in cui è situato.
La valutazione del rischio sismico è una procedura tecnica e normativa indispensabile per orientare l’eventuale intervento strutturale di adeguamento o miglioramento.
Attraverso la classificazione sismica, è possibile attribuire a ciascun edificio una classe di rischio sismico, che tiene conto della vulnerabilità sismica e della perdita economica attesa. La valutazione della classe di rischio consente di stabilire priorità negli interventi e nei finanziamenti, nonché di comunicare in modo chiaro il livello di sicurezza dell’edificio.
La classe di rischio sismico sintetizza due aspetti fondamentali:
Questa valutazione della classe è basata su indicatori previsti dalle norme tecniche e consente una classificazione oggettiva e comparabile degli edifici. Le classi di rischio vanno dalla classe A+ (massima sicurezza) alla classe G (massimo rischio).
Oltre alla gestione del rischio della costruzione, la classificazione sismica permette:

La valutazione del rischio sismico e l’assegnazione della classe possono avvenire tramite due metodologie:
Entrambi i metodi devono essere condotti nel rispetto delle norme tecniche per le costruzioni e tenere conto della zona sismica in cui è localizzato l’edificio e dell’intervallo di tempo di riferimento utilizzato per la previsione degli eventi sismici.
Un altro aspetto determinante è l’intervallo di tempo considerato nell’analisi. Infatti, la probabilità che si verifichi un sisma rilevante cresce al crescere della finestra temporale analizzata.
Questo fattore deve essere valutato attentamente per dimensionare correttamente gli interventi strutturali e per determinare l’effettiva esposizione dell’edificio a eventi sismici significativi.
L’intervallo di tempo si collega direttamente al concetto di tempo di ritorno, ovvero l’intervallo medio tra due terremoti di uguale o maggiore intensità in una determinata zona sismica. Le norme tecniche prevedono l’utilizzo di diversi periodi di riferimento (tipicamente 30, 50 o 100 anni) a seconda della destinazione d’uso dell’edificio e della sua importanza strategica o sociale.
Ad esempio, per edifici ordinari si considera generalmente un periodo di 50 anni, mentre per scuole, ospedali o altri luoghi di lavoro rilevanti ai fini della protezione della vita umana, può essere richiesto un periodo di riferimento superiore, anche fino a 100 anni.
Questa scelta ha un impatto diretto sul livello di sicurezza richiesto: più lungo è l’intervallo di tempo analizzato, maggiore sarà l’azione sismica di progetto da considerare.
Di conseguenza, le strutture devono essere progettate o adeguate per resistere a sollecitazioni più elevate. Ciò influisce sulla scelta dei materiali, sulla geometria strutturale, sulle tecniche di consolidamento e sull’eventuale intervento da eseguire per migliorare la vulnerabilità sismica dell’edificio.
Lo Studio di Ingegneria Carmelo Dellisanti, offre servizi avanzati per la valutazione del rischio sismico e la progettazione di interventi su edifici esistenti e nuove costruzioni.
Grazie all’applicazione rigorosa delle norme tecniche e all’utilizzo di strumenti di modellazione avanzata, lo studio supporta enti pubblici, aziende e privati nella gestione del rischio della costruzione in tutte le fasi progettuali.
La sicurezza sismica non è solo una questione tecnica, ma un dovere etico e sociale. Valutare la vulnerabilità degli edifici, definire la classe di rischio sismico, analizzare lo stato di fatto e applicare le norme tecniche vigenti, significa ridurre il rischio della costruzione e proteggere concretamente la vita umana.
In un contesto in cui i luoghi di lavoro e le abitazioni sono costantemente esposti a eventi sismici, la sismica degli edifici non può essere trascurata. Solo con una corretta valutazione del rischio sismico e un eventuale intervento mirato si può garantire la resilienza del nostro patrimonio edilizio.