Recupero strutturale degli edifici storici

 

Il recupero strutturale degli edifici storici rappresenta una sfida fondamentale nel panorama dell’ingegneria moderna. 

Questi immobili, testimoni del passato e del patrimonio culturale italiano, necessitano di interventi mirati per conservarne l’integrità senza compromettere il valore architettonico e storico. 

Intervenire su un edificio storico richiede competenze trasversali, sensibilità culturale e un approccio tecnico-scientifico evoluto.

 

Perché è fondamentale conservare gli edifici storici

Gli edifici storici rappresentano un patrimonio culturale, identitario e urbanistico di inestimabile valore. Ogni struttura racconta una storia: uno stile architettonico, una tecnica costruttiva, un periodo storico, una comunità. 

La loro conservazione non è solo un dovere morale verso il passato, ma anche una scelta strategica per il futuro delle nostre città.

Il recupero strutturale di un edificio storico consente di:

  • Valorizzare l’identità locale, mantenendo vive le tradizioni e l’eredità culturale di un territorio

     

  • Promuovere il turismo culturale, incentivando l’economia locale attraverso la riqualificazione del patrimonio

     

  • Ridurre il consumo di suolo, evitando nuove costruzioni e privilegiando il riuso del costruito

     

  • Rendere gli edifici più sicuri, adattandoli alle esigenze moderne in termini di stabilità, efficienza energetica e accessibilità

     

  • Stimolare investimenti pubblici e privati, anche attraverso incentivi e detrazioni fiscali legati alla riqualificazione edilizia

     

In un contesto in cui sostenibilità e rigenerazione urbana sono priorità, la conservazione degli edifici storici diventa un atto di responsabilità verso la collettività.

il recupero degli edifici storici ingegnere carmelo dellisanti

 

Le criticità più comuni negli edifici storici

Intervenire sugli edifici storici significa confrontarsi con una serie di problematiche complesse, che richiedono un’analisi approfondita e soluzioni altamente specialistiche. A differenza degli edifici contemporanei, quelli storici sono stati realizzati con materiali naturali e tecniche costruttive dell’epoca, spesso non documentate o ormai in disuso.

Tra le criticità più frequenti si riscontrano:

  • Degrado dei materiali originari: pietra, mattoni, legno e calce si deteriorano nel tempo, perdendo le caratteristiche meccaniche iniziali.

     

  • Danneggiamenti strutturali: cedimenti, fessurazioni o deformazioni dovuti a carenze progettuali, eventi sismici o scarsa manutenzione.

     

  • Fondazioni instabili o insufficienti, spesso non adatte a sostenere carichi aggiuntivi o resistere a sollecitazioni sismiche moderne.

     

  • Umidità ascendente e infiltrazioni, che provocano danni strutturali, distacchi di intonaco e formazione di muffe.

     

  • Assenza di sistemi antisismici, con gravi conseguenze in zone a rischio elevato come molte aree del centro-sud Italia.

     

  • Vincoli architettonici e normativi, che limitano gli interventi e richiedono un delicato equilibrio tra restauro e innovazione.

     

Affrontare queste criticità significa pianificare interventi non invasivi, reversibili e compatibili con la natura storica dell’immobile, adottando le tecnologie più adatte a ogni singolo caso.

 

Tecniche innovative per il recupero strutturale degli edifici storici

Nel recupero strutturale degli edifici storici, l’obiettivo primario è rafforzare la stabilità dell’immobile senza alterarne l’identità architettonica e costruttiva. Per questo motivo, le tecniche utilizzate devono essere allo stesso tempo efficaci, poco invasive e pienamente compatibili con i materiali originari.

Grazie all’innovazione tecnologica e alla ricerca nel campo dell’ingegneria, oggi è possibile intervenire sugli edifici storici con soluzioni avanzate, mirate e rispettose del valore storico-artistico degli immobili. 

Di seguito, le principali tecniche all’avanguardia:

 

1. Rinforzo con materiali compositi (FRP)

L’impiego di fibre di carbonio, vetro o aramide applicate con resine epossidiche consente il rinforzo di volte, archi, solai e murature, migliorandone la resistenza a flessione, taglio e sisma.

Vantaggi:

  • Leggerezza e alta resistenza meccanica
  • Applicazione rapida e reversibile
  • Assenza di alterazioni visibili

 

2. Iniezioni di malte consolidanti

Tecnica utilizzata per riempire cavità interne, fessurazioni o zone indebolite. Le malte a base di calce idraulica naturale, talvolta arricchite con nano-materiali, permettono un consolidamento profondo senza compromettere la traspirabilità delle murature storiche.

Indicata per:

  • Murature in pietra o laterizio
  • Volte lesionate
  • Solai in legno con giunzioni degradate

     

3. Cerchiature in acciaio e sistemi di tirantatura

In presenza di murature spingenti o volte a rischio di collasso, si utilizzano tiranti in acciaio inox e sistemi di cerchiatura per contrastare le spinte orizzontali. Questa tecnica è spesso adottata nei campanili, nelle chiese e nei palazzi storici a più piani.

Caratteristiche:

  • Elevata durabilità
  • Possibilità di nascondere i dispositivi all’interno delle strutture
  • Compatibilità con strutture in muratura portante

 

4. Rinforzo dei solai con connessioni miste

Una soluzione efficace per il consolidamento dei solai lignei storici è l’integrazione con piastre in acciaio o connettori in fibra di vetro, che aumentano la rigidezza e distribuiscono meglio i carichi.

Obiettivo:

  • Migliorare la collaborazione tra travi e pavimentazioni
  • Aumentare la capacità portante senza demolire

     

5. Fondazioni con micropali e resine espandenti

In caso di cedimenti o instabilità delle fondazioni, è possibile intervenire con tecniche non invasive come i micropali precaricati o iniezioni di resine espandenti che sollevano e stabilizzano il terreno.

Ideale per:

  • Edifici con cedimenti differenziali
  • Zone a rischio liquefazione
  • Fondazioni antiche non armate

     

6. Sistemi di monitoraggio strutturale e Digital Twin

L’integrazione di sensori IoT, inclinometri e accelerometri permette di monitorare in tempo reale le condizioni statiche degli edifici. In parallelo, la modellazione in Digital Twin consente di simulare scenari di rischio e pianificare interventi mirati.

Benefici:

  • Controllo continuo e predittivo
  • Migliore gestione del ciclo di vita dell’immobile
  • Interventi più rapidi e mirati in caso di anomalie

     

Un approccio integrato per ogni edificio storico

Ogni edificio storico ha una sua identità costruttiva e necessita di interventi su misura. Per questo motivo, la scelta della tecnica va sempre preceduta da:

  • Diagnostica avanzata (termografie, endoscopie, prove non distruttive)
  • Analisi dei materiali originari
  • Studio delle vulnerabilità sismiche e statiche
  • Collaborazione tra ingegneri, architetti e restauratori

     

Solo un approccio integrato e multidisciplinare può garantire un intervento strutturale efficace, duraturo e rispettoso del valore storico dell’edificio.

 

Il ruolo del BIM e della digitalizzazione

Il Building Information Modeling (BIM) sta assumendo un ruolo centrale anche nel restauro di edifici storici, permettendo una gestione integrata e collaborativa del progetto.

Grazie alla modellazione tridimensionale e ai dati storici integrati, il BIM consente una pianificazione più accurata, una valutazione del rischio più efficace e una gestione post-intervento più efficiente.

Il recupero strutturale degli edifici storici è un’arte tanto quanto una scienza. Richiede rispetto per il passato, ma anche visione per il futuro. In questo contesto, lo Studio di Ingegneria Carmelo Dellisanti si distingue per l’approccio multidisciplinare, l’utilizzo di tecnologie avanzate e la profonda conoscenza delle normative e dei materiali storici. 

Affidarsi a un team esperto significa dare nuova vita a edifici che fanno parte della nostra identità culturale, garantendo sicurezza e sostenibilità nel tempo.